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Strate­gia Sor­gente

Tutte le dis­ci­pline ori­en­tali di com­bat­ti­mento (e forme) fon­dano la loro strate­gia sor­gente su un assioma prin­ci­pale: non si può prati­care se il corpo non è in per­fetta salute. Per­ciò gli antichi guer­ri­eri saggi tra­man­darono questa impostazione cul­tur­ale, che col tempo diventa abi­tu­dine men­tale di cura del corpo, con­sid­er­ato come un tem­pio da cus­todire gelosa­mente, e curare dili­gen­te­mente in caso di malat­tia.
Un corpo malato può osta­co­lare ogni sforzo della volontà che tenda a una real­iz­zazione. Un corpo malato anneb­bia il cervello, non più capace di con­cen­trarsi, o facil­mente sopraf­fatto dallo stress. Un corpo malato impedisce di essere utili ai pro­pri cari e diventa un peso per la società.

Il corpo fisico può diventare il nos­tro peg­gior nemico se trat­tato con dis­in­ter­esse.
I nos­tri ante­nati guer­ri­eri ci inseg­nano che i prin­ci­pali stru­menti che per­me­t­tono di vivere a lungo e in buona salute sono tre: con­tatto con la natura, ali­men­tazione, attiv­ità fisica.

foresta alba


Con­tatto con la natura

Chi è tua madre? Conosci tua nonna? Tua bis-​nonna? La tris-​nonna? Sua madre? La madre di sua madre? Le ante­nate delle ante­nate, delle ante­nate? Alla fine chi fu la madre di tutti noi? Chi ha cresci­uto i nos­tri prog­en­i­tori inseg­nando loro tutto ciò che serve per soprav­vi­vere dan­doci cibo e calore?
Madre Terra!
E» per questo che quando la ricon­tat­ti­amo, per­lus­trando il suo grembo nel folto di un bosco, o in riva al mare o sott’acqua, o innanzi a un’alba o a un tra­monto, o lavo­rando la terra, o cam­mi­nando in mon­tagna, o accu­d­endo ani­mali, o viag­giando per conoscerla meglio, ci sen­ti­amo bene, bene come quando eravamo nel grembo della nos­tra «ultima» madre. Ricon­tattare la natura è ricon­giungersi al grembo di nos­tra Madre Terra. Essa ci ama, noi siamo parte di Lei, e il suo con­tatto riequi­li­bra il nos­tro liv­ello ener­getico, men­tale e spir­i­tuale. Ci aiuta a super­are lo stress. A recu­per­are il nos­tro ritmo nat­u­rale. Ha un’influenza pro­fondis­sima sulla nos­tra salute men­tale e fisica.

Ali­men­tazione

mela alberoE’ accer­tato dall’O.M.S. (Orga­niz­zazione Mon­di­ale della San­ità) che la mag­gior parte delle malat­tie sono causate da un’errata ali­men­tazione: allergie, artrosi, tumori, cefalee, der­matiti, dia­bete, patolo­gie cardio-​vascolari, infer­til­ità, osteo­porosi, stipsi, varici, ecc…
Quasi tutte le malat­tie si pos­sono evitare o curare con una cor­retta ali­men­tazione, se pos­si­bile recu­perando le tradizioni ali­men­tari locali.
Volendo rias­sumere in due parole ciò che direbbe ogni esperto di cucina nat­u­rale cura­tiva di questo mondo, pos­si­amo affer­mare con certezza che il modo migliore di ali­men­ta­rsi è man­giare poco e povero (di grassi, zuc­cheri e altro…).
For­ni­amo nozioni utili sull’effetto che i vari cibi hanno sul nos­tro corpo, nella sper­anza che tali infor­mazioni con­tribuis­cano a fare sboc­ciare in chi le riceve la cul­tura della sana ali­men­tazione e della lunga vita, piut­tosto che quella della pan­cia piena e della pesan­tezza.

Attiv­ità fisica

yoko tobiPer mil­ioni di anni [da sem­pre] il movi­mento è stato una costante della vita dell’uomo. E’ solo da pochi decenni che usufruiamo di auto­mo­bili per gli sposta­menti, impianti di riscal­da­mento anziché stufe o camini, e non dob­bi­amo più far legna. Fino a poco tempo fa c’era un solo locale caldo in una casa, e il bagno era fuori. Oggi la vita seden­taria minac­cia il buon fun­zion­a­mento del nos­tro corpo, cre­ando rigid­ità, prob­lemi arti­co­lari, dis­e­qui­lib­rio negli organi interni, depres­sione. Bisogna elab­o­rare allena­menti da cui si possa trarre van­tag­gio per tutta la vita: una costante rou­tine di eser­cizi è impor­tante per tutti. Un’abitudine che occor­rerebbe radi­care in tutti i gio­vani, anche in quelli che sem­brano mag­gior­mente pre­dis­posti alla ricerca intel­let­tuale. Ma atten­zione all’eccesso opposto: spesso i bam­bini sono affi­dati a istrut­tori che inter­pre­tano la loro dis­ci­plina sportiva in modo vio­lento, il che non si riv­ela d’alcuna util­ità nella vita, anzi, in alcuni casi ven­gono procu­rati danni fisici per­ma­nenti. Dovremmo dunque favorire i val­ori etici e sociali piut­tosto che il cam­pi­one. Questo non vuol dire che i nos­tri atleti non saranno all’altezza, tutt’altro, il cam­pi­onismo è una cosa, la bravura un’altra. Vogliamo for­mare atleti che siano un esem­pio di alto liv­ello tec­nico, in grado di attrarre, gra­zie alla loro bravura, un pub­blico sem­pre più numeroso e inter­es­sato a con­di­videre gli stessi obiettivi.

M° Carlo Pedrazzini