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Med­i­tazione

Qual­cuno ha detto che la med­i­tazione è l’unico modo per cam­biare vera­mente il carat­tere di una per­sona. È in gen­erale, la prat­ica di con­cen­trazione della mente su uno o più oggetti, immag­ini, pen­sieri, a scopo spir­i­tuale, reli­gioso, filosofico, o di miglio­ra­mento delle pro­prie con­dizioni psicofisiche.
mokuso
Tale prat­ica, in forme dif­fer­enti, è riconosci­uta da molti mil­lenni come parte inte­grante di tutte le prin­ci­pali tradizioni reli­giose. Nelle Upanisab, scrit­ture sacre induiste, è indi­cata con il ter­mine san­scrito dhyana. Uno stato della coscienza che può essere ottenuto medi­ante l’indirizzamento volon­tario della nos­tra atten­zione verso un deter­mi­nato oggetto (med­i­tazione rif­lessiva) o medi­ante la com­pleta assenza di pen­sieri (med­i­tazione recettiva).
In certe reli­gioni o filosofie ori­en­tali come il bud­dhismo, la med­i­tazione è l’atto di osser­vare la mente, alla ricerca di un pos­si­bile stato di nirvana.
Detto altri­menti la med­i­tazione è una capac­ità della mente che favorisce un per­corso inte­ri­ore e che ne è influenzata.
Anche nello yoga lo stato rag­giunto tramite la prat­ica del dhyana favorirebbe l’esperienza della «visione» e, a un liv­ello supe­ri­ore, dell’illuminazione, ossia della riv­e­lazione della divinità onnipresente. Nell’ambito dello yoga, la med­i­tazione è il 7° degli otto stadi indi­cati da Patàn­jali e men­tre ci sono molte tec­niche di con­cen­trazione, non esiste una vera e pro­pria tec­nica di meditazione.
Nella prat­ica Yoga tramite la med­i­tazione la mente smette il suo usuale chi­ac­chierio di sot­to­fondo e diventa asso­lu­ta­mente tranquilla.
Questo stato di «pura con­sapev­olezza senza oggetto» può essere rag­giunto anche con altri generi di pratiche med­i­ta­tive: ad esem­pio la Med­i­tazione Trascen­den­tale si basa sulla ripe­tizione men­tale di un mantra.
Nella reli­gione cris­tiana, la preghiera è assim­i­l­abile ai mantra. Ricerche sci­en­ti­fiche. Nell’analisi com­par­a­tiva degli studi sci­en­tifici sulla med­i­tazione si sono iden­ti­fi­cate le seguenti com­po­nenti in comune con tutti i metodi meditativi:
  1. rilas­sa­mento,
  2. con­cen­trazione,
  3. alter­ato stato di coscienza,
  4. sospen­sione dei pro­cessi di pen­siero logico e razionale,
  5. pre­senza di una atti­tu­dine alla auto­co­scienza e all’auto-osservazione.
Numero­sis­simi sono gli studi della comu­nità med­ica sugli effetti fisi­o­logici della med­i­tazione: mod­i­fica le con­nes­sioni ner­vose, atten­u­a­mento depres­sione, rin­forzo difese immu­ni­tarie, abbassa i liv­elli di rab­bia, ansia e fatica.
M° Carlo Pedrazzini