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Il Karate

Chi prat­ica karate in realtà si trova a prati­care due dis­ci­pline: forme e combattimento.


Pre­messa
Spesso, istruzione è scam­bi­ata per edu­cazione: c’è l’insegnamento impar­tito ai gio­vani a scuola, per­ché si inseriscano nel mondo del lavoro. Inseg­ni­amo loro le lingue, le for­mule, il come fare, il come dire, come gestire, come ammin­is­trare. Questo inseg­na­mento si avvale di pro­fes­sori che par­lano alla mente da dietro una cat­te­dra e fanno capire.
Poi c’è l’educazione, che si riv­olge all’essere umano e pro­pone l’intelligenza per risol­vere le situ­azioni, il cor­ag­gio e la pru­denza, la gen­erosità di dare se stessi, l’attenzione sull’altro, l’equilibrio nel dis­tribuire le forze, la capac­ità deci­sion­ale, la ret­ti­tu­dine, la conoscenza dei val­ori della vita e della morale comune.

Dunque durante gli allena­menti di karate, impar­ti­amo agli allievi oltre all’istruzione fisico-​tecnica, anche una for­mazione etica, morale e spirituale.

Infatti nel karate si eserci­tano le forme e il com­bat­ti­mento.

Karate KumiteCom­bat­ti­mento (kumitè)

Nel com­bat­ti­mento le per­sone sono coin­volte sotto l’aspetro fisico-​spirituale, infatti per scon­fig­gere i pro­pri avver­sari, bisogna per prima cosa vin­cere le pro­prie debolezze (se non con­trolli le tue emozioni, le emozioni con­trol­lano te). Prima di essere uti­liz­zato per scon­fig­gere l’avversario, lo «spir­ito guer­riero» deve essere riv­olto verso se stessi, per­ché chi vince se stesso è il guer­riero più grande.Nel kumité si cercherà di rag­giun­gere l’equilibrio men­tale, che sig­nifica rimanere sem­pre com­posti nelle provo­cazioni, tran­quilli di fronte alle avver­sità, cor­ag­giosi nel con­frontarsi, e calmi in con­dizioni difficili.

Nulla può vin­cere la forza inte­ri­ore, per­ciò in allena­mento, l’addestramento dello spir­ito è prioritario.

Rika UsamiForme (kata)

Le forme coin­vol­gono la per­sona sotto l’aspetto fisico-​mentale, infatti durante l’esecuzione delle forme andremo a con­trol­lare: la tec­nica, la res­pi­razione, il ritmo, la forza, l’estetica, la plas­tic­ità, il sen­ti­mento.
Fisi­ca­mente i kata raf­forzano all’esterno i mus­coli, i ten­dini, i lega­menti, le arti­co­lazioni e le ossa, e all’interno tutti gli organi, la cir­co­lazione san­guigna ed ener­get­ica, e il sis­tema ner­voso Ci sono quat­tro liv­elli di prat­ica: liv­ello tec­nico, inte­ri­ore, ener­getico e spirituale.

        1. Liv­ello tec­nico: quando ci si con­cen­tra solo sui movi­menti fisici, nel ten­ta­tivo di ottenere una per­fetta pulizia tecnica.
        2. Liv­ello inte­ri­ore: quando, si eleva la con­cen­trazione al piano psichico, med­i­tando sull’intenzione ed eserci­tando la pre­senza mentale.
        3. Liv­ello ener­getico: una volta armo­niz­zata l’azione e l’intenzione, inse­ri­amo la forza ener­get­ica del corpo attra­verso un uso com­pleto di tutto il nos­tro corpo.
        4. Liv­ello spir­i­tuale: si trascende il piano ener­getico, pren­dendo coscienza che soltanto i sensi mate­ri­ali sono impeg­nati, ma che non si ha un legame con queste azioni, la sen­sazione è di prati­care il kata da osser­va­tore e non da autore.


Se sem­ini un pen­siero, rac­cogli un’azione,
se sem­ini un’azione, rac­cogli un’abitudine,
se sem­ini un’abi­tu­dine, rac­cogli un carat­tere,
se sem­ini un carat­tere, rac­cogli un des­tino.