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Arti­coli

Etichetta del Dojo

Dojo è un ter­mine giap­ponese che sig­nifica eti­mo­logi­ca­mente “luogo dove si insegna la via”.

Do = via/​sentiero, per­corso di miglio­ra­mento per­son­ale — Jo = luogo

dojo

Il Dojo è lo spazio in cui si svolge l’allenamento ma è anche sim­bolo della pro­fon­dità del rap­porto che il prat­i­cante instaura con l’arte marziale, tale ultimo aspetto è pro­prio della cul­tura bud­dhista cinese e giap­ponese, che indi­vidua il Dojo quale luogo..

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Pos­tura: sinon­imo di ret­ti­tu­dine

Pos­tura: sinon­imo di rettitudine
La pos­tura è un filo con­dut­tore dei nos­tri allena­menti. La parola “pos­tura” non richiama sola­mente la cor­retta ele­vazione della colonna ver­te­brale, richiama anche –la schiena diritta, cam­minare con la schiena diritta-​: per tradizione popo­lare la ret­ti­tu­dine. In senso fig­u­rato ret­ti­tu­dine sta a sim­bo­leg­giare la dirit­tura morale e la con­seguente onestà e integrità di comportamento.
postura

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Con­cen­trazione: ovvero la pre­senza men­tale

La con­cen­trazione ci lib­era dalla dis­trazione, dalla dis­per­sione e ci con­sente di vivere pien­amente ogni istante. La pre­senza men­tale ci con­sente di vivere.
focus
È impor­tante saper res­pi­rare in modo da man­tenere la con­cen­trazione, dal momento che il respiro è uno stru­mento nat­u­rale ed estrema­mente effi­cace per pre­venire la dis­trazione. Il respiro è il ponte che con­nette la vita alla coscienza, che unisce il corpo ai pensieri.
Ogni volta che la mente si perde, il respiro è il mezzo che con­sente di ripor­tarla a casa.

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Strate­gia Sor­gente

Tutte le dis­ci­pline ori­en­tali di com­bat­ti­mento (e forme) fon­dano la loro strate­gia sor­gente su un assioma prin­ci­pale: non si può prati­care se il corpo non è in per­fetta salute. Per­ciò gli antichi guer­ri­eri saggi tra­man­darono questa impostazione cul­tur­ale, che col tempo diventa abi­tu­dine men­tale di cura del corpo, con­sid­er­ato come un tem­pio da cus­todire gelosa­mente, e curare dili­gen­te­mente in caso di malat­tia.
Un corpo malato può osta­co­lare ogni sforzo della volontà che tenda a una real­iz­zazione. Un corpo malato anneb­bia il cervello, non più capace di con­cen­trarsi, o facil­mente sopraf­fatto dallo stress. Un corpo malato impedisce di essere utili ai pro­pri cari e diventa un peso per la società.

Il corpo fisico può diventare il nos­tro peg­gior nemico se trat­tato con dis­in­ter­esse.
I nos­tri ante­nati guer­ri­eri ci inseg­nano che i prin­ci­pali stru­menti che per­me­t­tono di vivere a lungo e in buona salute sono tre: con­tatto con la natura, ali­men­tazione, attiv­ità fisica.

foresta alba

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Flessibilita» quo­tid­i­ana

Se non eserci­ti­amo ogni giorno tutte le arti­co­lazioni del corpo, con l’avanzare dell’età esse ten­der­anno a diventare rigide e inflessibili.
Così pre­venire è meglio che curare, per­ché un grammo di pre­ven­zione è meglio di un chilo di cura. Bisogna esercitare il pro­prio corpo ogni giorno come ogni giorno non dimen­tichi­amo di mangiare.
flessibilità«La meta suprema con­siste nel con­ser­vare la sci­oltezza del pro­prio corpo, per­ché il duro e il secco si rompono, il mor­bido e il mal­leabile soprav­vivono».

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Karate Edu­cazione

LA STRUT­TURA DEL KARATE-​EDUCAZIONE

Libri cintura

kata – kumité

Prin­ci­pio pratico-​basico del Karate-​Educazione è di val­oriz­zare pariteti­ca­mente entrambi i rami del Karate, cioè il kata (forma) e il kumité (com­bat­ti­mento) sec­ondo le loro speci­ficità educa­tive.
Nel kata (forma) andremo a esercitare valenze e par­al­le­la­mente val­ori a esse abbinati, acco­stando ad es. la dis­ci­plina ai risul­tati, la pre­ci­sione moto­ria all’intelligenza, l’intenzione alla con­cen­trazione, il sac­ri­fi­cio al suc­cesso, l’efficacia nei colpi alla sicurezza, l’armonia nei movi­menti alla bellezza, la forza del colpo a quella della per­son­al­ità, la pos­tura alla ret­ti­tu­dine, la bravura all’autostima, la direzione degli occhi alla per­son­al­ità, il sogno all’idea grandezza, …

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Med­i­tazione

Qual­cuno ha detto che la med­i­tazione è l’unico modo per cam­biare vera­mente il carat­tere di una per­sona. È in gen­erale, la prat­ica di con­cen­trazione della mente su uno o più oggetti, immag­ini, pen­sieri, a scopo spir­i­tuale, reli­gioso, filosofico, o di miglio­ra­mento delle pro­prie con­dizioni psicofisiche.
mokuso
Tale prat­ica, in forme dif­fer­enti, è riconosci­uta da molti mil­lenni come parte inte­grante di tutte le prin­ci­pali tradizioni reli­giose. Nelle Upanisab, scrit­ture sacre induiste, è indi­cata con il ter­mine san­scrito dhyana. Uno stato della coscienza che può essere ottenuto medi­ante l’indirizzamento volon­tario della nos­tra atten­zione verso un deter­mi­nato oggetto (med­i­tazione rif­lessiva) o medi­ante la com­pleta assenza di pen­sieri (med­i­tazione recettiva).

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Mae­stro

Il titolo di Mae­stro com­pete a un essere umano di conoscenza, che si ded­ica a costru­ire altri esseri umani.

Cintura neraIl Karate-​Educazione che pratichi­amo nel nos­tro cen­tro non è un nuovo stile, ma una nuova prospet­tiva da cui vedere l’insegnamento della nos­tra disciplina.

Bisogna con­sid­er­are che i gen­i­tori non man­dano i figli a karate per­ché vogliono che diventino cam­pi­oni, ma per­ché sper­ano che dalla prat­ica del karate rice­vano i fon­da­menti di una dis­ci­plina che li aiuti a essere autonomi e sicuri nella vita.

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Rego­lazione del respiro


respiro

Dopo la nascita, per provvedere alle neces­sità dell’organismo, ci si affida a due prin­ci­pali fonti dell’essenza: aria e cibo. Una volta assor­bite dal corpo, esse sono trasfor­mate in ener­gia: l’energia del cibo e l’energia dell’aria. Per vivere a lungo gli antichi guer­ri­eri saggi (ma oggi anche la scienza) ci inseg­nano a con­trol­lare con seren­ità la qual­ità di queste due fonti indis­pens­abili alla vita: il cibo e l’aria. Se la qual­ità del cibo e dell’aria è sca­dente, si accel­ererà la degen­er­azione del corpo: inson­nia, stress, asma, allergie, depres­sione, patolo­gie car­dio vas­co­lari, dis­menor­rea, alter­azioni della cir­co­lazione, riduzione della capac­ità arti­co­lare, riduzione vol­u­met­rica di corpi e dis­chi ver­te­brali, chiusura della gab­bia toracica, ecc…

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