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Con­cen­trazione: ovvero la pre­senza men­tale

La con­cen­trazione ci lib­era dalla dis­trazione, dalla dis­per­sione e ci con­sente di vivere pien­amente ogni istante. La pre­senza men­tale ci con­sente di vivere.
focus
È impor­tante saper res­pi­rare in modo da man­tenere la con­cen­trazione, dal momento che il respiro è uno stru­mento nat­u­rale ed estrema­mente effi­cace per pre­venire la dis­trazione. Il respiro è il ponte che con­nette la vita alla coscienza, che unisce il corpo ai pensieri.
Ogni volta che la mente si perde, il respiro è il mezzo che con­sente di ripor­tarla a casa.
Nei monas­teri bud­disti, si insegna a servirsi del respiro per arrestare la dis­per­sione men­tale e svilup­pare il potere della con­cen­trazione. Il potere della con­cen­trazione è la forza che sca­tur­isce dalla prat­ica della pre­senza men­tale. Per con­ser­vare a lungo la pre­senza men­tale dob­bi­amo osser­vare inin­ter­rot­ta­mente il nos­tro respiro.

Cal­mare il respiro. Con­tare i respiri. Seguire il respiro.

Eserci­ti­amoci: la fase res­pi­ra­to­ria dovrebbe essere lieve rego­lare e flu­ida come un riv­olo d’acqua che scorre nella sabbia.

E dovrebbe essere molto silen­ziosa, così silen­ziosa che chi siede accanto a voi non possa udirla. Il flusso del respiro deve pro­cedere con l’eleganza di un fiume, di una serpe d’acqua.
Ogni volta che ci sen­ti­amo fuori cen­tro e gli altri metodi non danno risul­tati, ricor­ri­amo senz’altro all’osservazione del respiro.
Dopo dieci o venti minuti circa i pen­sieri si saranno pla­cati, come una pozza d’acqua senza la min­ima increspatura.
Il metodo del seguire il respiro con­siste nel ren­dere calma e rego­lare la res­pi­razione. Se all’inizio sem­bra dif­fi­cile, potete sos­ti­tuirlo con il metodo del conteggio.

Men­tre inspi­rate con­tate men­tal­mente 1, e men­tre espi­rate con­tate men­tal­mente 1. Inspi­rate e con­tate 2, espi­rate e con­tate 2. Con­tin­u­ate così fino a 10, poi ricom­in­ci­ate da capo.

RespiroCon­tare è una specie di filo che lega l’attenzione al respiro. Questo eser­cizio è il punto di partenza per instau­rare una con­sapev­olezza inin­ter­rotta del respiro.

Se manca la pre­senza men­tale, però, è facile perdere il conto. Quando capita, ripar­tite da uno è andate avanti finché non rius­cite a tenere il conto senza prob­lemi. Quando sarete diven­tati bravi a tenere l’attenzione sul con­teg­gio, potete las­ciare da parte questa tec­nica e com­in­ciare a con­cen­trarvi diret­ta­mente sul respiro.

Non bisogna perdersi negli stati men­tali o nell’ambiente cir­costante. Imparate la prat­ica della res­pi­razione per ripren­dere il con­trollo del corpo e della mente, per colti­vare la pre­senza men­tale e svilup­pare con­cen­trazione e saggezza.

Esercitare la con­cen­trazione per un’ora al giorno va bene ma non è suf­fi­ciente. La pre­senza men­tale andrebbe prat­i­cata cam­mi­nando, stando in piedi, stando dis­tesi o lavo­rando, men­tre ci lavi­amo le mani, lavi­amo i piatti, spaz­zando il pavi­mento, bevendo il tè, con­ver­sando con gli amici, qualunque cosa facciamo…
Thich Nhat Hanh